| Lettera ad un papà |
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| Giovedì 30 Ottobre 2008 09:15 |
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Caro papà Lo sai, Papà, che quasi mi mettevo a piangere dalla rabbia quando Ti sei arrampicato sulla rete di recinzione urlando contro l’arbitro? Forse sarà anche vero che lui(l’arbitro) ha sbagliato, ma quante volte io ho fatto degli errori senza che tu mi dicessi niente…? Anche se ho perso la partita “per colpa dell’arbitro” , come dici tu, mi sono divertito lo stesso. Ho ancora molte gare da giocare e sono sicuro che,se non griderai più, l’arbitro sbaglierà di meno…Papà, capisci, io voglio solo giocare; ti prego, lasciamela questa gioia, non darmi suggerimenti che mi fanno solo innervosire: “tiraa” , “passaa” , “buttalo giù” …. Mi hai sempre insegnato a rispettare tutti, anche l’arbitro e gli avversari, e ad essere sempre educato….E se “buttassero giù me” , quante parolacce diresti? Un’altra cosa, Papà: quando il “mister” mi sostituisce o non mi fa giocare, non arrabbiarti. Io mi diverto anche vedere i miei amici, stando seduto in panchina. Siamo in tanti, ed è giusto far giocare tutti, come dice il mio “mister”… E, per piacere, insegnami a pulire le mie scarpe da calcio. Non è bello che tu lo faccia al posto mio, ti pare? Scusami, Papà, ma non dire alla mamma, al ritorno dalla partita: “oggi ha vinto” o “ha perso” ; dille solo che mi sono divertito tanto e basta. E poi non raccontare, ti prego, che ho vinto perché ho fatto un goal bellissimo: non è vero, Papà! Ho buttato il pallone dentro la porta perché il mio amico mi ha fatto un bel passaggio; il mio portiere ha parato tutto perché, insieme ai miei amici, ci siamo impegnati moltissimo: per questo abbaiamo vinto ( ce l’ha detto anche il “mister” )! E ascoltami, Papà: al termine della partita, non venire nello spogliatoio per vedere se faccio bene la doccia o se so vestirmi. Che importanza ha se mi metto la maglietta storta? Papà, devo imparare da solo! Stà sicuro che diventerò grande anche se avrò la maglietta rovesciata, ti sembra? E lascia portare a me il borsone. Vedi? C’è stampato sopra il nome della mia squadra e mi fa piacere far vedere a tutti che io gioco a pallone. Non prendertela, Papà, se ti ho detto queste cose, lo sai che ti voglio tanto bene….Ma adesso è già tardi: devo correre al campo per l’allenamento. Se arrivo ultimo, il mio “mister” non mi farà giocare, la prossima volta….. CIAO! Da “Uomini Nuovi per uno Sport che educa” di Aldo Rabino |








